Corriere della sera - 27 Gennaio 2013

Canale 10 - Trasmissione VIP intervista a Marcello Lucchese

Cominciamo Bene - 17 Maggio 2006, RAI 3

10% di Share con circa 320.000 spettatori (fonte Primaonline.it)

Intervista al dott. Marcello Lucchese, chirurgo e Presidente AIO, in collegamento dallo studio RAI di Firenze, al Prof. Pietro Migliaccio, alla dott.sa Daniela Cota, ricercatrice presso l’Università di Cincinnati (USA) e a Marta Strinati, giornalista del Salvagente.

IN SINTESI:
La trasmissione tratta, grazie alle consulenze di esperti, in studio ed in collegamento, e di persone obese ed ex-obese il problema dell’obesità e delle diete. In un primo momento si pone l’accento sulle nuove scoperte provenienti dal centro universitario di ricerca sull’obesità di Cincinnati, ovvero l’Enzima MTOR, un sensore energetico sito nel cervello in grado di regolare il bilancio energetico del corpo e di conseguenza del peso corporeo.
Dopo l’intervento della ricercatrice, il prof. Migliaccio, docente di scienze dell’alimentazione, spiega la differenza tra sovrappeso e obesità, attraverso indici di misurazione come il giro vita e l’indice di massa corporea. Gli interventi degli esperti si alternano alle testimonianze degli obesi ed ex obesi, che attraverso le loro esperienze mettono in guardia il pubblico sui rischi dei centri non specializzati, delle diete fai-da-te e dei prodotti miracolosi.
Il dott. Lucchese, in collegamento da Firenze, fa il punto sulla situazione obesità in Italia, che “non è ancora un allarme sociale come in America, ma sta crescendo”; la quota di obesi è infatti arrivata al 9,1% della popolazione. Spiega inoltre i casi in cui ci si deve rivolgere alla chirurgia, e introduce l’AIO, come movimento culturale, che ha l’obiettivo di informare le persone ed in caso di richieste di terapia, inviarle nei centri specializzati più vicini, che gli garantiscano cure adeguate. La trasmissione si chiude con dei consigli degli esperti sul giusto modo di fare le diete e di utilizzare gli integratori.

Visto - 02 Dicembre 2006

Viversani & Belli - 09 Giugno 2006

- L'obesità in Italia è Donna -

Donne e obesità vanno a braccetto, almeno secondo quanto riportato da un’analisi effettuata sul campione di 1016 utenti del numero verde dell'Aio (Associazione italiana obesità); di questi, sono infatti 858 le donne con questo problema, a conferma che in esse l'incidenza di questa patologia è maggiore che rispetto al sesso maschile uomo: ogni cento italiani 9,1 sono obesi (dati Istat) ed il rapporto tra donna e uomo è di tre a uno.

Oltre i rischi più noti dati dall’obesità, è da registrare anche il pericolo di infertilità femminile, irregolarità mestruali e patologia dell'ovulazione, tumore (in particolare utero e mammella) ed una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari. A fronte di ciò, c’è per fortuna la maggiore volontà di migliorare la propria vita da parte delle donne, che dimostra una maggiore concentrazione nel cercare di sconfiggere una patologia che provoca loro un senso di inadeguatezza dettato anche dai modelli imposti dalla nostra società.

In particolare, la regione da cui è arrivato il maggior numero di richieste di aiuto è la Lombardia, con il 19,5% del totale delle telefonate, seguita dal Lazio con il 18,5% e dalla Campania con il 13,4%; seguono il Piemonte con il 6,9% delle telefonate, il Veneto e la Toscana con il 6,3%, la Sicilia con il 5,5% e l'Emilia-Romagna con il 5,3%; fanalino di coda sono Il Molise e la Valle D'Aosta con solo lo 0,2% di richieste d'aiuto. Il 70,7% degli utenti ha tra i 30 e i 60 anni, con una punta del 28,5% nella fascia di età compresa tra i 50 e i 60 anni; l'11,4% delle telefonate arriva invece da persone tra i 19 e i 29 anni, il 3,1% dagli over 70 e solo l'1,8% di richieste arriva per la fascia più giovane della popolazione, fino ai 18 anni. Il 35,6% dei pazienti che si sono rivolti all'Aio ha un indice di massa corporeo (IMC) che va da 30 a 34,9 ed è quindi classificabile come obeso, il 26,6% dei casi sono gravemente obesi avendo un IMC tra 35 e 39,9%, di poco più bassa (24,6) la percentuale dei patologicamente obesi, con un IMC tra 40 e 49,9 e il 7,9% di casi gravissimi che, con un IMC oltre 50, si classificano come super obesi. Ci sono poi pochissimi casi di persone che si rivolgono al numero verde pur essendo normopeso (0,4%) e una piccola percentuale (4,1%) di persone in sovrappeso.

“E' innegabile che l'obesità sia un problema che interessa in modo forte la società italiana, tuttavia questa situazione non e' da considerare irreversibile: molto si può fare con l'informazione e la prevenzione"
Ha dichiarato il presidente di Aio Marcello Lucchese.

L’Aio ha tracciato le 10 regole fondamentali per affrontare il problema: bere molta acqua (almeno 1,5 litri di acqua al giorno, un bicchiere la mattina, appena alzati, uno prima di ogni pasto ed uno prima di coricarsi), non abusare di alcolici e non eccedere con i condimenti a base di grassi animali, non esagerare nelle porzioni, mangiare lentamente per raggiungere prima il senso di sazietà, evitare di mangiucchiare tra un pasto e l'altro, assumere quotidianamente buone quantità di frutta e verdura affiancare la dieta con l'esercizio fisico tenere un diario alimentare, evitare le diete fai-da-te, non riversare sul cibo i propri problemi, non abusare di farmaci, sperando nella cura miracolosa e affidarsi a strutture di cura specializzate. Secondo l’Aio, inoltre il fabbisogno calorico giornaliero medio va dalle 2000 alle 3500 calorie, a seconda del lavoro e dell'attività fisica svolta; è inutile comunque calcolare in maniera meccanica l'apporto calorico ideale, in base al peso, al sesso, al metabolismo basale etc poiché tutti questi valori devono essere determinati da un dietologo esperto capace di comprendere le effettive necessità di ogni singola persona.

E’ da sottolineare il perché si diventa obesi: spesso questo “comportamento” è determinato da un malessere generale basato su una bassa autostima, nella mancata realizzazione dei propri interessi, nella sensazione di solitudine, nell'incapacità di creare e mantenere dei legami affettivi, nel senso di auto-inefficacia, nella visione negativa del mondo e del futuro, nel non sentirsi considerati o amati a sufficienza.

Per venire incontro alle diverse esigenze di ogni paziente, l'Aio ha creato una rete nazionale di centri specializzati nella cura e nel trattamento dell'obesità, per indirizzare queste persone verso strutture che possano informare correttamente sui rischi che comporta per la salute e sulle più innovative opzioni terapeutiche. La rete di centri Aio sono oggi in grado di fornire un servizio più capillare sull'intero territorio nazionale, e sono convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale e sparsi da Nord a Sud con team di esperti di diversi ambiti disciplinari.

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Prima e dopo Diversione bilio-pancreatica

Prima e dopo Diversione bilio-pancreatica

Prima e dopo Bypass gastrico

Prima e dopo Bypass gastrico

Prima e dopo Bendaggio gastrico

Prima e dopo Bendaggio gastrico

Prima visita

Il paziente si reca presso l'Istituto P. Palagi all'incontro fissato. Durante la visita il Dr. Lucchese effettuerà un'attenta e completa valutazione medico chirurgica ed inserirà nel percorso di Chirurgia Bariatrica solo i pazienti candidabili, seguendo i criteri di indicazione elaborati dalla Società Italiana di Chirurgia dell’obesità e delle Malattie Metaboliche (S.I.C.OB.) di cui il Dr Lucchese è il presidente uscente.

In occasione della prima visita vengono consegnati e prescritti una serie di esami di studio (effettuabili presso L'Ospedale di Santa Maria Nuova o presso altre strutture) utili per capire a quale procedura chirurgica sottoporre il paziente.

Inoltre viene consegnato un manuale informativo edito dalla S.I.C.OB. Esso contiene informazioni il più possibile comprensibili sulla malattia, i rischi, le malattie associate nonché le indicazioni e controindicazioni alla cosiddetta chirurgia "bariatrica".

A seguire

I pazienti candidati saranno inseriti nel percorso multidisciplinare che effettueranno, a tarriffe ASL, presso l'Ospedale di Santa Maria Nuova. La valutazione multidisciplinare avviene in una mezza giornata durante la quale verranno effettuate la valutazione endocrinologica, dietistica e psichiatrica.

Al termine delle singole valutazioni il Team Multidisciplinare si riunisce per decidere il percorso terapeutico.

Qualunque sia la proposta terapeutica, questa potrà essere effettuata presso l'Ospedale di Santa Maria Nuova, a scelta del paziente, attraverso il sistema sanitario nazionale oppure a pagamento in camera riservata.

Diversione Bilio-Pancreatica

L’intervento, messo a punto nel 1976 da Nicola Scopinaro, è molto difficile da spiegare per i non addetti ai lavori. Consiste in:

  • una gastrectomia subtotale (cioè nell’asportazione di gran parte dello stomaco),
  • nella sezione dell’ileo (cioè dell’ultimo tratto dell’intestino tenue) a 250 cm dalla valvola ileo-cecale (l’inizio del colon),
  • ricostruzione della continuità alimentare connettendo il tratto distale al moncone gastrico (parte restante dello stomaco),
  • il tratto prossimale viene poi riconnesso a 50 cm dalla valvola stessa.

Si tratta di un intervento complesso non soltanto dal punto di vista tecnico ma anche e forse soprattutto da quello della gestione del paziente, però con i risultati più sicuri e duraturi nel tempo. L’asportazione di gran parte dello stomaco lo rende, ovviamente, anatomicamente non reversibile.

Si basa sull’induzione di un “malassorbimento” che dovrebbe essere specifico per i grassi e gli zuccheri complessi (carboidrati).

Le complicanze dell’intervento sono quelle classiche già descritte a proposito del bypass gastrico.

Nei primi anni può esservi una carenza soprattutto del ferro, calcio e di vitamine specie del complesso B che necessitano di terapia sostitutiva.
Il rischio principale nel tempo è la malnutrizione proteica (cioè la carenza di proteine) e la carenza di calcio e vitamine che devono essere assolutamente evitate; ciò obbliga ad un attenta valutazione dei parametri nutrizionali a distanza.

Per questi motivi, come detto, occorre un'esperienza specifica dell’equipe chirurgica, non solo nell’effettuazione dell’intervento ma anche e soprattutto nella gestione delle possibili complicanze metaboliche a distanza.
I risultati sono ottimali se pensiamo che si possono ottenere in media perdite intorno al 80-85% del peso in eccesso ed una remissione del diabete alimentare praticamente in tutti i pazienti.

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